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Capoluogo regionale della
Lombardia, è una città all’avanguardia e attivissima sotto
il profilo economico, rientra a pieno diritto tra le
metropoli del mondo. Milano occupa una zona pianeggiante
nella parte occidentale della regione Lombardia ed è bagnata
da piccoli fiumi, il Lambro, l'Olona, il Seveso, e da vari
canali: Naviglio Grande, Naviglio Pavese, Naviglio Martesana.
Si trova a 25 km a est del fiume Ticino, a 25 km ad ovest
dell'Adda, a 35 km a nord del Po ed a 50 km a sud del lago
di Como e del confine svizzero. Per la sua posizione
geografica , Milano offre un clima prettamente continentale
con inverni freddi ed estati calde ed afose.Nelle altre
stagioni, alle splendide giornate serene si alternano
periodi di piovosità. Le temperature medie annuali variano
da 1° C. in inverno, ai 24° C. in estate. Il fenomeno della
nebbia è tra le particolarità che contraddistingue il clima
di Milano. Il nome Milano deriva da 'Mediolanum', nome che
sarebbe da attribuire all'antico nome celtico Midland, cioè
"terra di mezzo" o, secondo altri, a un bassorilievo
rappresentante una scrofa per metà ricoperta di lana, da cui
"mezzalana" e quindi Mediolanum. Secondo lo storico Tito
Livio la prima pietra del nucleo milanese fu posta dal capo
gallo Belloveri nel 1603 a.C., esso sorgeva su una lieve
altura in una vasta zona paludosa, essendo Milano al confine
tra una zona arida e una zona ricca di paludi destinata oggi
a risaie e marcite. Nel 222 a.C. le legioni di Roma
conquistarono tutta la zona che assunse via via un
importante ruolo strategico e commerciale, e vi cominciarono
ad edificare. Ma dovettero fare i conti con Annibale e gli
stessi abitanti di Mediolanum, ma nel 169 a.C. però,
riuscirono a riconquistare tutta la zona e nel 49 a.C. vi
entrò Giulio Cesare. Quest'ultimo elevò Milano a "municipio"
e concesse la cittadinanza agli abitanti. Nel 286 d. C.,
Mediolanum venne scelta come residenza dell'imperatore
romano d'Occidente, Massimiano che fece erigere un grandioso
anfiteatro nei pressi dell'attuale Foro vicino a piazza San
Sepolcro e, soprattutto, una nuova cinta muraria che
raddoppiava da 50 a 100 ettari l'area edificata e che arrivò
così a comprendere l'attuale zona fra via Montenapoleone,
piazza San Babila, corso Europa, il Verziere, piazza Missori,
piazza Vetra, via Cappuccio, via San Giovanni sul Muro e via
Monte di Pietà.Di queste mura rimangono, a testimonianza del
passato, una torre poligonale e un tratto fortificato al
Monastero Maggiore, e i resti della Porta Ticinensis al
Carrobio. La Milano romana occupava la zona immediatamente a
sud - ovest di piazza Duomo. Intanto Milano era diventata un
importante centro del cristianesimo e nel 313 l'imperatore
Costantino promulgò l'editto che permetteva libertà di culto
ai cristiani e Milano continuò a crescere e a prosperare. In
seguito in Italia si diffusero le invasioni barbariche e nel
452 entrarono a Milano gli unni di Attila, nel 489 gli
ostrogoti di Teodorico, nel 538 i goti e burgundi e infine
nel 569 i longobardi dai quali deriva il nome della regione
lombardia. Con il re longobardo Agilulfo, la città perse la
sua potenza dopo la spartizione di Milano e Pavia tra i due
figli del re, e Pavia fu il centro più importante del
regno.Solo con Carlo Magno che predilesse Milano a Pavia la
città riacquistò importanza anche perchè la scelse come sede
di una zecca. Dopo la morte di Carlo Magno, assunsero grande
importanza i vescovi fra i quali spiccò Ariberto d'Intimiano,
consacrato nel 1018 arcivescovo di Milano. Quest' ultimo
nominò imperatore Corrado II e gli chiese aiuto per
combattere i valvassori, vassalli dell'arcivescovo, che gli
si erano ribellati, ma Corrado in seguito fu scacciato dai
milanesi, e successivamente rafforzatosi al potere,
imprigionò Ariberto che non intendeva rinunciare al suo
ruolo di portavoce della chiesa ambrosiana. Dopo la morte di
Corrado, la nuova classe emergente dell'economia milanese
costituita da banchieri, possidenti e mercanti, chiedeva più
partecipazione alla gestione cittadina. Dopo la morte di
Ariberto (1045) troviamo a Milano una curia corrotta e
simoniaca con l'arcivescovo Guido da Velate e un malgoverno
generale che portarono ad un movimento popolare che chiedeva
il ritorno all'originaria povertà della chiesa e che riuscì
a scacciare da Milano il corrotto arcivescovo e a fare
proseliti. Dalla collaborazione fra arcivescovado e grossa
borghesia nasce e si consolida un nuovo sistema di governo
comunale. Il comune è sotto il potere dell'arcivescovo ma
persegue i suoi obiettivi di ampliamento delle vie di
comunicazione per incrementare il commercio, conquistando
anche le città di Lodi e di Como, importanti punti
strategici.Solo Federico Barbarossa riuscì a fermare
l'espansione di Milano, che nell'ultimo assedio fu
distrutta. Ma nel 1176 i milanesi riuscirono a sconfiggere
il Barbarossa sotto la bandiera della Lega Lombarda nella
battaglia di Legnano e con la pace di Costanza nel 1176 si
sanciva il riconoscimento del consolato milanese e il
diritto dei milanesi di eleggere i consoli senza
l'intromissione dell'arcivescovo. Dopo la pace di Costanza
il nuovo ceto borghese mirava ad aumentare la propria
potenza e nel 1216 si registra l'istituzione di un regolare
governo podestarile, che assicura a tutti i cittadini
l'uguaglianza giuridica. In quest'epoca sono fiorenti le
industrie laniere e dei metalli, e il commercio viene
incrementato grazie alla costruzione dei Navigli, inoltre fu
dato inizio all'erezione del Castello e del Duomo.Con gli
interessi commerciali iniziano le lotte per il governo della
città, e così il governo passa dalle mani dei Torriani, ai
Visconti e agli Sforza la cui dinastia regnerà fino al 1535,
coincidendo con il Rinascimento italiano, e che culminò nel
regno di Lodovico il Moro. Dopo gli Sforza, Milano, che fino
ad allora aveva vissuto anni di grandissimo fervore
intellettuale ed artistico che avevano dato luogo a opere
fastose (il Castello venne trasformato in una sfarzosa
residenza, la costruzione dell'imponente cattedrale
continuò, e vennero edificati la preziosa chiesa di Santa
Maria delle Grazie e il grandioso ospedale Maggiore, o Ca'
Granda), attraversò secoli bui con la dominazione spagnola.
Gli spagnoli infatti, che tennero il controllo della città
dal 1535 al 1713, imposero tasse e dazi su ogni tipo di
merce e di beni, inoltre la ci furono due forti epidemie di
peste che spinsero i milanesi al minimo storico.Per la
ripresa economica e sociale si dovrà aspettare il 1740 con
la salita al trono dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria
che varò importanti riforme dando avvio a un importante
periodo di sviluppo culturale, economico e architettonico
che fecero rifiorire commercio e industria e soprattutto
diede il via alla stesura del catasto, che entrò in vigore
nel 1760. Nel 1796 Napoleone entrò a Milano e nel 1797 la
città venne scelta come capitale della Repubblica Cisalpina.
Milano continuò a ingrandirsi, a prosperare e a fare cultura
con la Scala, le infrastrutture, i palazzi e le opere
pubbliche. Ma nello stesso tempo aumentava il malcontento
generale per l'iniquità fiscale e la leva obbligatoria, che
aveva pagato un tributo troppo alto di sangue. Dopo la
caduta di Napoleone arrivò Radetzky, ma ormai i milanesi
erano politicizzati e molti di essi aderirono ai moti
rivoluzionari del 1821. Solo però il 18 marzo 1848, con le
'Cinque Giornate di Milano' il popolo riuscì a cacciare gli
austriaci. Milano così venne annessa al Piemonte e poi, nel
1861, al Regno d'Italia. Politicamente, socialmente ed
economicamente Milano fu negli anni seguenti un fulcro
indiscusso dello sviluppo dell'Italia. Venne ampliata la
rete ferroviaria e sorsero industrie e banche, si
svilupparono le infrastrutture e i servizi municipali
(acquedotti, fognature, rete del gas) e apparirono i tram
elettrici. I primi moti socialisti trovarono un terreno
fertilissimo nel proletariato urbano.Durante l'epoca del
fascismo, la città vide l'edificazione di imponenti edifici
come la Stazione Centrale, il Palazzo di Giustizia, lo
stadio San Siro, il velodromo Vigorelli, l'Idroscalo. L'anno
successivo vennero aggregati alla città di Milano molti
comuni limitrofi, che da borghi rurali a economia
prevalentemente agricola diventarono periferia cittadina.
Nel '42 e nell'agosto del '43, Milano viene quasi rasa al
suolo dai bombardamenti, ma dopo la guerra, la città iniziò
subito la ricostruzione; i suoi successi (anche grazie ad
alcuni grandi sindaci) ne hanno consacrato l'attuale ruolo
di centro economico e finanziario. Il settore maggiormente
sviluppato è il terziario superiore. La sua attrattiva
maggiore è ‘La Scala’, famoso teatro lirico conosciuto anche
fuori dei confini nostrani. Oggi Milano, capitale economica
e finanziaria, è la vera porta italiana sull'Europa. La
città della Borsa e delle banche offre un'affascinante
combinazione di tradizione e innovazione, ricchezza e stile,
cultura e glamour. |